p 119 .

Paragrafo 3 . Il Giappone e la Cina.

     
L'economia  giapponese, largamente dipendente  dalla  domanda  estera,
venne  gravemente colpita dalla contrazione del mercato internazionale
provocata  dalla  crisi  del  1929.  Particolarmente  danneggiata   fu
l'agricoltura:  in  seguito al crollo delle esportazioni  del  riso  e
della   seta  numerose  piccole  e  medie  imprese  fallirono   e   la
disoccupazione raggiunse cifre assai elevate. La conseguente  tensione
sociale  fece  aumentare il peso politico della destra nazionalista  e
dei  militari,  che  spinsero  il governo  verso  una  pi  aggressiva
politica  espansionistica. Nel settembre del  1931  truppe  nipponiche
invasero  la  Manciuria, che nel febbraio del 1932  divenne  stato  di
Manchukuo,  formalmente indipendente sotto l'ultimo imperatore  cinese
P'u-yi  (costretto ad abdicare nel 1912 in seguito alla  proclamazione
della  repubblica), ma di fatto sotto il totale controllo  giapponese.
L'invasione  dei  territori  cinesi prosegu  negli  anni  successivi,
accompagnata  dal  peggioramento delle relazioni  internazionali.  Nel
marzo

p 120 .

del  1933  il  Giappone usc dalla Societ delle  nazioni,  che  aveva
condannato  l'occupazione della Manciuria; nel dicembre  del  1934  il
mancato  rinnovo  del  trattato  di  Washington  (vedi  capitolo  Sei,
paragrafo  7)  provoc il deterioramento dei rapporti  con  gli  Stati
Uniti;  nel  novembre del 1936 venne firmato il "patto  antikomintern"
con la Germania nazista.
     L'aggressivit  della  politica estera  giapponese  corrispondeva
alle  aspirazioni  dei militari e degli zaibatsu (vedi  capitolo  Sei,
paragrafo  7),  che avevano ulteriormente consolidato il  loro  potere
politico,  grazie  anche alle misure adottate per  superare  la  crisi
economica.  La  svalutazione  dello  yen,  rendendo  concorrenziali  i
prodotti  giapponesi, aveva consentito una ripresa delle esportazioni;
lo  scioglimento dei sindacati, sostituiti con un'associazione di tipo
corporativo,  aveva  di  fatto eliminato i  conflitti  di  lavoro;  la
possibilit di sfruttare le materie prime dei territori occupati e  le
commesse  militari,  derivanti dal forte riarmo  deciso  dal  governo,
avevano reso possibile una notevole crescita dell'industria pesante.
     L'imperialismo  nipponico,  oltre a determinare  un  aggravamento
dei  rapporti con gli Stati Uniti, sanc un avvicinamento ai  fascismi
europei. Nel 1939 gli Stati Uniti bloccarono l'esportazione di materie
prime  per l'industria pesante giapponese; nel settembre del  1940  il
Giappone sottoscrisse un patto con Germania e Italia. In quello stesso
anno giunse a termine la costruzione di uno stato totalitario, con  lo
scioglimento  dei  partiti e il loro assorbimento nella  "associazione
per il sostegno del governo imperiale".
     Dopo  l'occupazione  della Manciuria, i  giapponesi  procedettero
piuttosto  agevolmente all'invasione della Cina, facilitati dal  fatto
che  Chiang Kai-shek prefer impegnarsi nella lotta contro i comunisti
(vedi capitolo Sei, paragrafo 6). Questi nel 1931 avevano unificato le
zone  sotto  il  loro  controllo, proclamando la repubblica  sovietica
cinese,  con  centro  nella  regione  del  Kiang-si,  e  Mao  Tse-tung
presidente.  Nel  1934, dopo aver resistito ad una serie  di  violenti
attacchi  da  parte delle truppe nazionaliste di Chiang,  i  comunisti
decisero  di  trasferirsi verso nord; ebbe cos inizio  la  cosiddetta
"lunga  marcia":  180.000 uomini percorsero quasi  10.000  chilometri,
affrontando  difficolt climatiche e ostacoli naturali di  ogni  tipo;
nell'ottobre del 1935, i 20.000 sopravvissuti arrivarono nello  Shensi
settentrionale, dove ricostituirono la repubblica sovietica cinese.
     Nel  frattempo i giapponesi avevano occupato vasti  territori  da
nord fino alla zona di Pechino, tanto che nel 1936 Chiang Kai-shek  fu
costretto da una forte opposizione a formare un fronte comune  insieme
ai  comunisti, contro i quali avrebbe invece voluto lanciare  un'altra
offensiva.  Nel  luglio del 1937 uno scontro fra truppe  giapponesi  e
soldati  cinesi nella localit di Lugouqiao a poca distanza da Pechino
("incidente  di  ponte Marco Polo") segn l'inizio della  guerra.  Nel
corso  di  essa,  solo l'"armata rossa" riusc ad opporre  una  valida
resistenza,  grazie  ad una maggiore compattezza, all'efficacia  della
guerriglia e al sostegno popolare, mentre i nazionalisti si mostrarono
poco  agguerriti,  poich fiaccati dalla corruzione  e  dai  contrasti
interni.  I  giapponesi riuscirono ad occupare le  maggiori  citt,  i
porti  e  i centri produttivi del centro e del nord della Cina  e  nel
1940,  a  Nanchino,  insediarono  un  governo  collaborazionista.  Nel
dicembre  del  1941, con l'attacco giapponese alla base  americana  di
Pearl Harbor, la guerra cino-giapponese confluir nella seconda guerra
mondiale.
